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Mostra ENRICO BENAGLIA - Civitavecchia, Forte Michelangelo

Successo di pubblico per la mostra di Enrico Benaglia, 35 le tele dell'artista romano, oltre a bronzetti e incisioni, accolte nella suggestiva cornice del Maschio del Forte Michelangelo.

CIVITAVECCHIA - Sono stati molti gli estimatori del maestro Benaglia e i collezionisti giunti da tutt’Italia per seguire l’inaugurazione delle “Stanze del Mare”, ieri pomeriggio al Forte Michelangelo. Quadri, sculture e incisioni dell’artista romano hanno trasportato i visitatori in un mondo incantato, sospeso tra il sogno, cui ruba scenari e visioni oniriche, e la realtà che lascia sulle tele conchiglie, fortezze, castelli, animali marini e uccelli ad interagire con le tipiche figurine ritagliate dalla carta, inventate da Benaglia, un popolo di sirene, pescatori, uomini e donne che si affacciano dalle loro stanze, su distese marine calme, spumeggianti, ondose e mai uguali. Entusiasta della presenza in città dell’artista romano il sindaco Gino Saladini che si è a lungo intrattenuto a complimentarsi con l’organizzatore Fabio Cozzi della Galleria Michelangelo. “Benaglia è un artista pensoso ed ironico, riflessivo, la cui capacità comunicativa è accessibile a tutti – dice Alida Maria Sessa autrice dei testi del catalogo della mostra, disponibile anche presso alcune librerie cittadine – un artista che celebra senza parere il mistero della vita, tanto più forte e profondo quando scorre inconsapevole, le cui opere sanno più di poesia che di pittura. L’arte è per lui uno strumento di conoscenza di un angolo ignoto dell’anima che indaga con le lenti d’ingrandimento del dolore e dell’amore, accettando l’uno e vivendo l’altro, poi si tuffa nella realtà, ne elabora le forme visive autonome e le esprime opponendo la massima resistenza alle sollecitazioni drammatiche del contesto. In un certo senso provando e riuscendo ad esorcizzare l’angoscia esistenziale per sopravvivere ad un’aria altrimenti irrespirabile”. “In Benaglia- scrive nel catalogo la Sessa - tutto è controllo, in pieno equilibrio tra una realtà esistente ed un’innocenza mai perduta. Sognare la realtà per centrare una pittura dall’inconfondibile senso di leggerezza e di luminosità che è uno specchio delle nostre inquietudini. Per questo Benaglia finisce con il sognare il mare, per cogliere il valore simbolico del suo flusso vitale, della sua profondità e la carica metaforica, mutevole, delle immagini d’acqua. Quel mare su cui è ritornato più volte nel corso della sua carriera. A volte il paesaggio marino è usato come pretesto per riflettere ed ironizzare sulla vita, altre come contrappunto delicato alle sue metafore. Un mare evocato dalla terraferma, da una terrazza affacciata dal golfo, una stanza mentale senza pareti, un mare che ammalia lo spettatore per trasportarlo dove vuole”. Il maestro Benaglia ha spiegato come questa raccolta sia ispirata al suo primo incontro con Civitavecchia quando vi giunse da bambino in visita guidato dal padre. “Rimasi affascinato – spiega l’artista -dai movimenti confusi delle barche e dalla distesa d’acqua che, tutt’intorno, emanava un senso di tranquillità. Ho cercato di riappropriarmi di quella sensazione e di riproporla in queste opere da cui osservo il mare dalla terra ferma, un punto di vista non del navigante ma di chi guarda da una terrazza o da una finestra tutto quel movimento”. Ad accogliere i visitatori all’ingresso è un grande quadro chiamato Civitavecchia, che mostra una nave uscire da un riconoscibilissimo Maschio del Forte Michelangelo che splendidamente riassume la storia e l’immagine della città La mostra si snoda sui diversi piani della fortezza, accogliendo i 35 quadri, i bronzetti e le incisioni, con una sala dedicata alla proiezione di filmati che mostrano l’artista nel suo studio, con i materiali di cui si circonda per creare i suoi quadri e la sua tecnica unica.

Molto apprezzato dai visitatori il suggestivo allestimento e la cura delle luci curate dalla ditta specializzata LumaEventi di Napoli.

 



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